Danilo NARDUZZI
(Presidente)
Federico RAZZINI
(Vice Presidente)
Ugo DE MATTIA
(Segretario)
Maurizio FRANZ
(Presidente Consiglio regionale)
Mara PICCIN
Enore PICCO
Claudio VIOLINO
Federica SEGANTI
(Assessore esterno)
Contatti:
p.zza Oberdan, 6
34133 Trieste
tel. 040 3773269
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| La LEGA NORD per i CITTADINI |
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| Venerdì, 16 dicembre | | · | 250.000 in Finanziaria per porto di Monfalcone |
| · | No Imu per gli alloggi Ater a Pordenone |
| Giovedì, 24 novembre | | · | Legge taglia consiglieri, la Lega: era ora |
| · | Welfare Fvg, passa la linea della Lega |
| · | Combattere la disoccupazione la vera priorità della politica |
| · | Salvare i dipendenti della lavanderia dell’Ass6 |
| Giovedì, 27 ottobre | | · | Manca lavoro, la Regione usi lo strumento dei voucher |
| · | Positiva l’istituzione dei Comuni di Vallata |
| · | Affitti più bassi per le imprese in difficoltà |
| · | Un vortice Tipicamente Friulano a Good |
| Giovedì, 20 ottobre | | · | Stranieri, incontro Lega – Questura |
| Giovedì, 29 settembre | | · | La sinistra si inchina al padrone Montezemolo |
| · | Barcolana tipicamente friulana? Tutta pubblicità per Trieste |
| Martedì, 20 settembre | | · | La mannaia della Lega sugli stipendi d’oro |
| · | Un organismo pagatore regionale per far sopravvivere l’agricoltura |
| Mercoledì, 14 settembre | | · | commercianti isontini vessati da controlli fiscali e ispezioni |
| · | Accattonaggio problema sentito |
| Lunedì, 29 agosto | | · | Mais OGM, perquisite due aziende |
| · | Latterie turnarie, un aiuto dalla finanziaria |
| · | Formaggio e frico Tipicamente friulani |
| Venerdì, 29 luglio | | · | 40mila euro per la viabilità di Zoppola |
| · | Limiti alla produzione del Prosecco |
| Giovedì, 28 luglio | | · | Contributo straordinario di 40mila euro per l’isola della Cona |
| · | 50mila euro al Consorzio di bonifica Ledra – Tagliamento per il Comune di Rive d |
| · | 90mila euro per le scuole comunali |
| · | 580mila euro per la pista ciclo-pedonale di Fiume Veneto |
| · | Mezzo milione di euro in più per la scuola |
| · | La Lega alza le barricate contro il cimitero islamico |
| · | Benzina agevolata boccata d’ossigeno per la provincia di Gorizia |
| · | Sulle pensioni sociali in corso una truffa colossale ai danni dello Stato |
Articoli Vecchi
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Tasse sulla nautica a rischio 5mila posti di lavoro
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La nautica in Friuli Venezia Giulia? “Flagellata dalla nuova tassazione imposta dal governo Monti. Insidiata dalla concorrenza croata. Impossibilitata a far fronte a questo bagno di sangue”. Questa la denuncia di Mara Piccin, consigliere regionale della Lega Nord, attraverso un’interrogazione a risposta immediata discussa ieri mattina in piazza Oberdan a Trieste. Secondo Piccin “la crisi del comparto mette a rischio 5mila posti di lavoro nella nostra regione. Come nel caso dei rincari della benzina, la stangata fiscale del governo dei banchieri piega le ginocchia al Fvg”. La leghista si è rivolta all’assessore Federica Seganti sollecitando la giunta ad “assumere ogni possibile iniziativa presso il Governo centrale per evitare l'applicazione di una tassa così assurda e penalizzante”. Non solo. Piccin ha altresì chiesto di “ricorrere contro il decreto, come già fatto da altre Regioni. E sviluppare un'azione di sostegno a favore dell'attività nautica della Regione per mettere in sicurezza i cinquemila posti di lavoro attualmente a rischio e per ridurre l'impatto negativo che tale decreto causerà dal punto di vista economico, culturale e sociale”. L’assessore Seganti ha recepito le richieste di Piccin, chiarendo che la giunta “ha immediatamente deciso di impugnare la norma governativa sulla tassa nautica. Sono stati altresì promossi numerosi incontri con le istituzioni e gli operatori della categoria per capire le potenziali ripercussioni che le nuove tasse avrebbero prodotto sulla nautica della nostra regione”: Secondo Seganti “Una tassazione equa è auspicabile. Ma questa violenta caccia alle streghe fa solo danni. La Lega vuole difendere tutti i lavoratori dell’indotto, che rischiano di pagare sulla propria pelle colpe non loro. Il governo ha calcato eccessivamente la mano, senza forse considerare gli effetti negativi che avrebbe potuto produrre in una regione confinaria come la nostra. I titolari delle imbarcazioni trovano nelle coste oltre confine una sistemazione comoda e a buon mercato. Ci adopereremo presso il governo di Roma affinché sia chiaro che queste tasse non scalfiscono le grandi ricchezze, ma bastonano i piccoli lavoratori del settore”.
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Azzerare il fondo immigrazione
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“Giovani senza lavoro. Aziende alla canna del gas. Famiglie costrette ai salti mortali. E immigrati ricoperti di soldi pubblici? Ormai a Pordenone siamo al razzismo al contrario. La Lega Nord chiede di azzerare il fondo immigrazione e destinare quelle risorse per incrementare gli ammortizzatori sociali a favore dei cittadini che hanno perso il lavoro”. Questa la richiesta che Danilo Narduzzi, capogruppo del Carroccio in Fvg, avanzerà questa mattina in Consiglio regionale attraverso un’interrogazione a risposta immediata rivolta alla giunta regionale. Narduzzi spiega che “gli immigrati godono di una serie di privilegi che i nostri corregionali, giustamente, non tollerano più. Il malumore fermenta, l’insofferenza accarezza la soglia dell’intolleranza. Ci sono troppi casi di ingiustizia sociale. Stranieri che non pagano l’affitto ai proprietari dell’alloggio, pur ricevendo contributi ad hoc”. Ancora Narduzzi: “La Provincia di Pordenone ha proposto dei Piani di Rientro Accompagnato per gli immigrati. Quindi, agevolazioni per tornare a casa, dai propri cari. Bene, sapete qual è l’esito? Nessuno si muove, perché qui stanno meglio e vengono innaffiati di contributi. I cittadini della nostra Regione colpiti dalla crisi non riescono ad accedere al servizio socio assistenziale regionale perché prevaricati dalle numerosi famiglie di extracomunitari che più facilmente (numerosi figli, …) conseguono i requisiti previsti. Qualunque legge che tenda a cancellare questi vergognosi handicap per i cittadini friulani e giuliani viene fatta a pezzi dalla magistratura. Allora, l’unica soluzione è intervenire a monte, cancellando il capitolo dell’immigrazione”. Narduzzi conclude. “Dalla giunta aspetto risposte. Non possiamo essere in balia di leggi e sentenze prettamente politiche. A Pordenone il fenomeno è più pronunciato, ma il problema è comune anche ad altre aree di questa regione. Il governo centrale picchia sul Nord e sulla nostra regione. Altri organi istituzionali ci prendono a schiaffi. Almeno la Regione deve battere un colpo. La Lega c’è. Aspettiamo gli altri”.
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Manutezione idraulico-forestale, opere di prevenzione
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L’assessore Violino torna di nuovo sui cantieri delle manutenzioni idraulico forestali: in occasione della visita effettuata a Trasaghis, l’assessore, insieme al consigliere Picco e al Direttore del Servizio Territorio rurale e irrigazione Sebastiano Sanna ha effettuato alcuni sopralluoghi nei cantieri presenti a Trasaghis e Bordano.
Gli operai forestali sono all’opera sulle sponde del lago dei tre Comuni nel territorio comunale di Trasaghis e altri due sulla strada del Monte Festa a Interneppo. Gli operai stanno effettuando dei lavori di pulitura e di messa in sicurezza delle sponde del lago e delle strade di montagna, aumentandone la percorribilità.
“Questo tipo di interventi – spiega l’assessore alle risorse rurali, agrolimentari e forestali Claudio Violino – di manutenzione sono delle importanti opere di prevenzione. Oltre al lavoro di messa in sicurezza comunque – spiega ancora l’assessore – l’utilizzo di queste squadre, guidate da personale esperto e adeguatamente formato, permettono nella maggior parte dei casi l’impiego di personale del territorio, aiutando così anche l’occupazione nelle zone montane”.
“Non si tratta però soltanto di lavori che possono risultare ‘socialmente’ utili – precisa l’assessore – sono lavori utili tout court: servono al mantenimento del territorio e alla sua sicurezza”.
La visita ai cantieri è stata preceduta da un sopralluogo nel comune di Trasaghis, è stato presentato all’assessore il progetto di ripristino della “vecchia Trasaghis”, il cui primo stralcio potrebbe prevedere la pulitura dalla vegetazione delle strade comunali ormai abbandonate dopo il terremoto del 1976.
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Benzina, commissione speciale con Cosolini e Romoli
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“Non è una semplice seduta della Commissione Attività Produttive. È un tavolo urgente di confronto sulla benzina. Siamo in piena emergenze. L’interesse collettivo non può essere piegato a strumentali logiche politiche”. Così il presidente Federico Razzini annuncia l’incontro che si terrà GIOVEDI pomeriggio in regione, alla presenza dell’assessore regionale Brandi (Ciriani e Savino non hanno potuto accogliere l’invito), dei consiglieri regionali membri della Commissione, delle segreterie regionali della Figisc, della Faib, della Flai, di Assopetroli Spa, di Eni Spa, e dei sindaci Cosolini (Trieste) e Romoli (Gorizia). Spiega Razzini: “La presenza dei sindaci più colpiti dal caro benzina è significativa. L’obiettivo è fare massa critica al netto delle rispettive appartenenze. Il pesantissimo rincaro alle accise dei carburanti ha di fatto vanificato gli effetti della legge Asquini- Narduzzi per la Venezia Giulia. Serve un ulteriore sforzo per alzare gli sconti: converrebbe non solo alla Regione, ma anche allo Stato, che sta assistendo a una diaspora di capitali che prende la via della Slovenia. Stare fermi e tentennare significa sprofondare. Dalla Commissione mi aspetto un nuovo, vigoroso impulso per potenziare la legge sui carburanti, anche per rilanciare la nostra autonomia, troppo spesso oggetto di speculazioni e superficiali banalizzazioni da parte di qualche sedicente esperto”. Quella sui carburanti non è l’unica emergenza da affrontare. Anche la crisi della Terex ha fatto suonare un campanello d’allarme in Regione. Domani prevista l’audizione delle segreterie territoriali Fim, Fiom e Uilm, delle Rsu aziendali, del Consorzio per lo sviluppo industriale di Monfalcone, e dei vertici Comedil srl (ex Terex).
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Raggiunta la quota di spesa “n+2” per quanto riguarda i fondi PSR
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“Siamo fuori dall’n+2”: ad annunciarlo con soddisfazione è l’assessore alle Risorse Rurali agroalimentari e forestali del Fvg Claudio Violino. Il dato si riferisce alla capacità di spesa della regione in merito ai fondi comunitari erogati all’interno del Piano di Sviluppo Rurale.
Il livello di pagamento della quota minima ha raggiunto al 31 dicembre 2011 il 110%, secondo i dati definitivi forniti da Agea, e il totale della spesa pubblica è pari a 103.297.80 milioni di euro andando oltre il budget previsto di 4,890 milioni di euro.
La capacità di spesa del Friuli Venezia Giulia, tra le regioni che hanno raggiunto l’n+2, è al terzo posto, dietro soltanto a Valle d’Aosta e Umbria.
“Il dato proveniente dagli uffici di Agea – commenta l’assessore Violino – è una ulteriore dimostrazione di come la nostra sia una regione virtuosa da questo punto di vista. Certo le criticità legate ai pagamenti permangono – continua ancora l’assessore – ma già questo dato ci permette di lavorare con serenità per programmare i prossimi interventi”.
Nei programmi dell’assessorato c’è da diversi mesi la volontà di affrontare la questione dell’organismo pagatore, che ha causato negli ultimi mesi alcuni ritardi nell’erogazione dei contributi. Ritardi che, comunque, sono stati limitati, grazie alla capacità della regione di poter erogare alcuni anticipi sulle campagne 2010 e 2011.
“Da quest’anno – conclude l’assessore – cominceremo a lavorare per impostare il prossimo PSR 2014-2020. Ci troviamo di fronte alla necessità di scegliere se è meglio supportare lo svantaggio, e quindi dare supporto alle aree rurali più svantaggiate o premiare l’eccellenza. Per quanto riguarda la politica agricola che abbiamo impostato, crediamo che puntare sulla qualità sia la scelta premiante in questo momento, soprattutto in relazione alle dimensioni della nostra agricoltura, fatta di piccoli numeri”.
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Bene i controlli a Cortina. Quando anche a Capri, Tropea e Taormina?
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“I controlli a tappeto dell’Agenzia delle entrate a Cortina? Bene. Ma perché non ripetere operazioni simili a Capri, Taormina, Tropea e Ischia?”. Lo chiede Federico Razzini, presidente della Commissione Attività Produttive. Razzini rileva che “al Nord siamo abituati a simili blitz. Non ce ne lamentiamo, giusta e ineccepibile la lotta all’evasione fiscale. Ma perché ostinarsi a perseguitare le regioni del Nord, quando è noto che i professionisti dell’evasione, del nero e dell’illegalità sono concentrati ad altre latitudini? Perché non organizzare un raid nelle principali località turistiche del Sud? Per paura? Di chi, o di cosa?”. Spiega Razzini: “La retata di Cortina è un’operazione anche mediatica, preziosa per pizzicare il superevasore che gira in Ferrari. Ma sarebbe più logico e più concreto dare corpo a un lavoro serio e organico. Ha senso un colpo sensazionale di fine anno a Cortina, se in regioni come Campania e Calabria la percentuale di evasione raggiunge, rispettivamente, il 60% e il 90%? Cifre come queste dimostrano che, in quelle aree, solo una ristrettissima minoranza paga le tasse. Per capirci, al Nord l’aumento della pressione fiscale piegherà le ginocchia di molte persone. In altre zone, non cambia niente. Non pagavano prima, continueranno a non pagare adesso. E il Nord si fa carico di questi costi sociali sanguinosi. Ad Attilio Befera, direttore dell’Agenzia delle Entrate, chiedo solo coerenza. Assicura che ci saranno altri controlli? Perfetto, siamo ansiosi di sapere dove”. Razzini ricorda che “a settembre ho presentato un’interrogazione a risposta scritta dal titolo “Controlli fiscali: parità di trattamento tra le Regioni?” in cui chiedevo all’assessore Savino i dati dei controlli fiscali in Fvg, nelle altre regioni del Nord e in quelle del Sud. La risposta dell’assessore non mi ha soddisfatto, e sto valutando di proporre una nuova, e più stringente, interrogazione. I controlli fiscali sono doverosi, ma devono essere effettuati in conformità a regole comuni per tutti, indipendentemente dalle peculiarità territoriali o regionali. Sollecito la giunta a chiedere al governo un regime paritario. Nessuna agevolazione. Solo equità e giustizia. Chiediamo di conoscere i numeri veri, nostri e degli altri”.
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Trasferire alla Regione le competenze delle Soprintendenze
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“Ufficialmente, le soprintendenze tutelano e valorizzano il patrimonio culturale di un territorio. Nella pratica, molto spesso, finiscono col diventare un incubo per imprese edili e cittadini. Perché rallentano i lavori fino a paralizzarli. Tanto che addirittura un ciottolo può mandare all’aria progetti e opere pubbliche molto delicati. Mettendo in ginocchio investitori, acquirenti e il mercato stesso”. La Lega Nord torna all’attacco. Con un ordine del giorno accolto dal Consiglio regionale il 20 dicembre scorso, il Carroccio impegna la giunta regionale ad “attivarsi presso il governo centrale per avviare un percorso di trasferimento alla Regione delle competenze delle soprintendenze”. L’obiettivo è “tagliare i tempi. Tra i Paesi occidentali, l’Italia è il fanalino di coda per tempi di realizzazione di opere e infrastrutture. E gli eccessi di zelo delle soprintendenze incidono negativamente su questo primato poco lusinghiero. Noi chiediamo di mettere nelle mani della Regione le competenze delle soprintendenze. Per un cambio di passo radicale”. L’ordine del giorno (De Mattia primo firmatario, sottoscritto anche da Narduzzi, Picco, Piccin, Razzini), ricorda che “nella nostra regione coesistono la Soprintendenza per i beni archeologici, la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici, la Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologi, la Soprintendenza archivistica per il Fvg e la Biblioteca statale di Trieste. Procedure e processi autorizzativi vengono quindi stabiliti da queste strutture burocratiche pletoriche, che spesso dilatano i tempi di realizzazione dei lavori. Risultato? Una lievitazione di costi e imprese che sono letteralmente terrorizzate dall’idea di incappare in qualche frammento di anfora. Nella nostra regione esistono zone ad altissimo rischio, basti pensare ad Aquileia o Cividale. Non possiamo permettere che un resto, spesso dal dubbio valore storico, tenga in ostaggio intere famiglie e ditte”. Secondo i leghisti “la Regione, se investita direttamente del ruolo di soggetto decisore, saprebbe trovare un giusto compromesso tra salvaguardia del patrimonio culturale ed esigenze amministrative. Il consiglio regionale si è espresso, attendiamo risultati dalla giunta Tondo”.
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la Regione recuperi l’Irpef di statali e privati che lavorano in Fvg
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Basta regali a Roma. Perché “prima erano terribilmente indigesti ma sostenibili. Oggi, semplicemente, non ce li possiamo più permettere”. Quindi “la Regione deve ottenere il gettito sull’Irpef dei 42mila dipendenti statali che lavorano in Friuli Venezia Giulia. E aprire un nuovo fronte sui lavoratori di aziende private”. Un ordine del giorno della Lega Nord approvato dal Consiglio regionale in coda alla Finanziaria riapre lo scontro tra Fvg e Roma sulla riscossione dei tributi. Il documento del Carroccio (primo firmatario De Mattia, sottoscritto anche dal capogruppo Narduzzi e dai consiglieri Picco, Piccin, Razzini) impegna la giunta regionale ad “attivarsi presso il governo centrale affinché i decimi Irpef dei dipendenti statali residenti in Fvg e dei dipendenti di aziende private con sede fuori Regione rientrino fra le entrate del bilancio regionale”. L’ordine del giorno prevede anche un “piano B”: “Chiedere al governo centrale la compensazione dei costi derivanti dall’utilizzo del servizio sanitario regionale da parte di chi ne usufruisce”. I leghisti spiegano: “Solo nella scuola, ci sono oltre 20mila lavoratori cui la Regione garantisce servizi sanitari, assistenziali, trasporti senza che da Roma arrivi un centesimo. Se ci aggiungiamo dipendenti di forze dell’ordine, poste e altre strutture, arriviamo a un esercito di 42mila persone che beneficiano dei servizi Fvg e pagano le tasse a Roma. Senza che la Regione abbia alcun ritorno”. La delegazione del Carroccio evidenzia che “non meno importante è la partita sui dipendenti delle aziende private. I dipendenti lavorano qui, ma le loro tasse finiscono nella regione di origine dell’azienda. Sbagliato concettualmente, gravissimo economicamente”. I consiglieri del Carroccio rilevano che “da questo governo così avvezzo alla riscossione di tasse e balzelli, ci aspettiamo onestà e trasparenza su questa vicenda: qui la Regione paga i servizi ai suoi cittadini, e Roma si ciuccia i contributi.”. Secondo la delegazione della Lega “rispetto alla Sicilia, la nostra specialità è dimezzata. Eppure, quando si tratta di attaccare le speciali, veniamo tutti accomunatati in un unico calderone. In realtà, la nostra specialità è già molto sfumata, e casi come quello dell’Irpef appaiono veramente beffardi. In ballo ci sono circa 240 milioni di euro solo per gli statali, più quelli dei privati. Per il nostro bilancio, sarebbe manna dal cielo. Il Consiglio ha approvato la nostra richiesta, adesso sia la giunta a farsi valere. Almeno, non facciamoci prendere in giro”.
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Isee da cambiare, penalizza chi ha una casa di proprietà
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Istituire un indicatore della situazione economica equivalente (Isee) regionale, “aderente alle peculiarità del Friuli Venezia Giulia”. Con un obiettivo: mettere fine a questa “persecuzione contro la casa di proprietà”. È quanto chiede un ordine del giorno presentato dalla Lega Nord e approvato dal Consiglio regionale in coda alla Finanziaria. Ugo De Mattia, estensore del documento, spiega di voler “esorcizzare la maledizione della prima casa. Nella nostra regione, il possesso della casa è una tappa fondamentale nel percorso di indipendenza economica. Si raggiunge, spesso, tramite sacrifici, risparmi e mutui da far mancare il fiato. Non è ammissibile che la casa tanto agognata venga bombardata da tasse e divenga un handicap per l’accesso a prestazioni assistenziali e sociali, o servizi di pubblica utilità. Per questo, il nostro ordine del giorno(firmato anche dal capogruppo Narduzzi e dai consiglieri Picco, Piccin e Razzini) propone di sganciare l’abitazione dall’indicatore della situazione economica equivalente. Le Province autonome di Trento e Bolzano si sono già messe in proprio, sostituendo l’Isee con la Durp (Dichiarazione Unificata di Reddito e Patrimonio) e l’Icef”. Secondo De Mattia “la giunta deve pensare a un nuovo Isee, modellato sulle esigenze delle giovani coppie. La prima casa non è un lusso, e non è giusto che venga considerata tale. Noi dobbiamo creare le condizioni affinché le giovani generazioni possano comprare la propria abitazione, e allontanarci da un modello che li spinge a una precarizzazione esasperata”. Il leghista conclude: “Il bombardamento a tappeto delle prime case e degli immobili in generale che sta prendendo corpo è pazzesco. Sull’Isee, dobbiamo mettere a frutto la nostra autonomia, come hanno fatto Trento e Bolzano. Creiamo nuovi standard, che non penalizzino i nostri giovani. E l’Imu è la degenerazione dell’Ici: più pesante, più iniqua e romanocentrica. Prima le risorse restavano nelle casse comunali, adesso prenderanno la via di Roma, per poi pagare i rifiuti di Napoli o i debiti di Palermo”.
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Il Pdl vuole potenziare il ruolo delle lobby
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“Non bastano banchieri e baroni universitari al governo. Qualcuno nel Pdl vuole spianare la strada alle lobby anche in Friuli Venezia Giulia. Noi siamo nettamente contrari”. Inizia con il botto il 2012 della Lega Nord. Il capogruppo Danilo Narduzzi ricorda agli alleati che “ci avviciniamo all’ultima curva della legislatura. Un passo falso potrebbe essere fatale”. Definisce “indigesta” la proposta di legge “regolamentazione delle attività di rappresentanza istituzionale degli interessi particolari nell’ambito dei processi decisionali della Regione autonoma Fvg”, sottoscritta dai consiglieri del Pdl Pedicini, Galasso e Baritussio e presentata a fine novembre. Il capogruppo del Carroccio spiega: “I tempi sono maturi per una discussione serena. A dicembre dovevamo chiudere il bilancio e c’erano altre priorità. Adesso possiamo aprire un confronto. Su tutto. Riconosciamo al Pdl di aver saputo assumere toni da aspiranti leghisti su alcuni temi ( rapporto con Roma sulla riscossione dei tributi, in particolare), ma sulla loro concezione del potere e dell’influenza lobbystica abbiamo molte perplessità. Abbiamo letto e riletto la loro proposta di legge, e ci sono delle zone d’ombra sulle quali vogliamo puntare un faro e fare luce”. Spiega ancora Narduzzi: “Chi sono i portatori di interessi particolari? Chi stabilisce la particolarità? Secondo noi, c’è il rischio di escludere la cosiddetta società civile dal confronto politico, confinandola in piccionaia. Mentre nelle migliori file della platea troverebbe comodamente posto chi controlla qualche gruppo importante. La politica deve coinvolgere, non escludere. Aspettiamo chiarimenti dal Pdl”. Per Narduzzi “l’obiettivo dovrebbe essere semplificare, fare pulizia. Se cominciamo a fare leggi su misura per i gruppi di potere, finisce che anche quel simulacro di democrazia che ci è rimasto è destinato a scomparire”. Chiude il leghista: “Le priorità sono lavoro, occupazione ed economia. Con massima attenzione per il ceto medio e le fasce indigenti. I lobbysti non rientrano in alcuna di queste categorie. Hanno certamente argomenti che possono ingolosire qualcuno, ma la Lega non cede a certi facili appetiti”.
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