Discutibile escludere Gorizia e Trieste dalle zone franche urbane con agevolazio
Postato il Mercoledì, 09 dicembre @ 10:49:46 CET di LegaNord |
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“Pioggia di agevolazioni fiscali per Campania, Sicilia, Calabria, Basilicata e tutto il centro Sud. Il Nord resta a secco, e le Province di Gorizia e Trieste e la montagna friulana si trovano con le armi spuntate per fronteggiare la concorrenza della Slovenia, dove la pressione fiscale è inferiore e restare competitivi sul mercato è sempre più difficile. Escludere il Friuli Venezia Giulia, Gorizia e Trieste in particolare, dalle zone franche urbane con agevolazioni fiscali è molto discutibile . A Roma hanno individuato 22 aree che godranno di una serie di privilegi e incentivi, 20 delle quali al Centro Sud. A queste si sommano quelle della Toscana e della Ligura. E il Nord, la parte produttiva del Paese, è a mani vuote, e i territori di confine come i nostri, dove quelle misure servono davvero, sono stati dimenticati”. La Lega Nord del Friuli Venezia Giulia si morde la lingua. Non vuole aprire il fuoco alzo zero su Roma. Non esaspera i toni. Ma chiede “il giusto riconoscimento per le nostre terre di confine”. E ha presentato una mozione in Consiglio regionale, sottoscritta da tutti i consiglieri con il vicecapogruppo Federico Razzini primo firmatario, per impegnare la giunta regionale ad attivarsi presso il Governo nazionale affinché anche nella nostra Regione siano individuate delle Zone Franche Urbane nei territori della provincia di Gorizia, di Trieste e dell’aree montane di confine. Il Carroccio non ha digerito la decisione di aprire i rubinetti per il Sud e tirare la cinghia per il Settentrione, “dove si produce il 70% del Pil- spiega Razzini- e dove si sente davvero la crisi. Al Sud ci sono uffici, ferrovie e posti pubblici, tutti impieghi che non sono soggetti alla legge del mercato. È il Nord che soffre, e le nostre Province di Trieste e Gorizia, che confinano con la Slovenia, si trovano a fronteggiare una concorrenza impari che mette in ginocchio famiglie e imprese locali. E, mentre l’Unione Europea ha ormai azzerato gli strumenti agevolativi per le nostre zone di confine, le Province di Gorizia e Trieste si vedono escluse anche da questa nuova mappatura. Dopo la batosta della benzina agevolata, qui rischiamo veramente di crollare”. Razzini dice ancora: “Anche la Commissione Europea ha espresso perplessità per i criteri con cui sono state prese le decisioni, sollecitando a suddividere più equamente le zone franche. Alla fine ci troviamo con una nuova formula che serve a regalare soldi al Sud, nonostante le politiche per il rilancio economico delle zone del Sud Italia, perseguite da decenni dalle istituzioni capitoline attraverso la concessione di speciali benefici economici e finanziari, si sono sistematicamente rivelate inefficaci, tant’è vero che ancora oggi si perseguono finalità di rilancio economico del Mezzogiorno. Le imprese che operano nella nostra regione subiscono l’effetto negativo della concorrenza delle aziende dei paesi confinanti dell’Austria ed in particolare modo della Slovenia. Noi chiediamo che nella nostra Regione vengano individuate delle ZFU nei territori della provincia di Gorizia, di Trieste e nelle aree montane di frontiera, per garantire un equo sostegno alle imprese che operano ai confini con la Slovenia e con l’Austria”.
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