Incrementata la quota regionale della social card
Postato il Mercoledì, 09 dicembre @ 10:55:49 CET di LegaNord |
|
TRIESTE “Non basta. Però aiuta”. È il refrain di una nota pubblicità di caramelle. Il principio poteva essere trasferito alla social card, che consegna nelle tasche dei cittadini italiani 40 euro mensili. Non cambiano la vita, d’accordo. Ma per chi deve sbancare il lunario con entrate che oscillano tra i 400 e i 500 euro al mese, sono una boccata d’ossigeno. Da oggi, in Friuli Venezia Giulia i cittadini che attraversano una fase di disagio potranno riprendere a respirare a pieni polmoni. Infatti, in regione, la quota della social card passa a 100 euro mensili, con 60 euro sborsati dalla Regione. Questo, grazie a una proposta presentata dal capogruppo della Lega Nord Danilo Narduzzi lo scorso 19 marzo, approvata in variazione di Bilancio a luglio con il convinto sostegno del consigliere di maggioranza in quota Pdl Massimo Blasoni, che diventa finalmente operativa. Quindi, si allargano i cordoni della borsa e i cittadini friulani e giuliani si vedono gratificati con un aumento del 150%(!) della cifra iniziale. Non solo: il provvedimento ha un effetto retroattivo, e gli aventi diritto (circa 5mila in regione, cui si sommano ogni mese altri beneficiari) si vedranno riconoscere gli arretrati per i mesi di settembre, ottobre e novembre. In tutto, altri 180 euro. Alla vigilia di Natale, un regalo molto gradito. Narduzzi e Blasoni esprimono la loro soddisfazione: “Inizialmente, la social card prevedeva una quota di 40 euro messi dal governo cui si aggiungevano 20 euro erogati dalla Regione. Visto che in Finanziaria abbiamo ritenuto doveroso indirizzare cifre sostanziose verso il comparto del sociale, era assurdo che le risorse ristagnassero nelle casse della Regione. Per questo, conti alla mano, abbiamo suggerito di triplicare la cifra assicurata dalla Regione. Con un budget di circa 5 milioni, era logico rimpinguare il finanziamento pubblico offerto a chi attraversa una fase di indigenza”. Arricchire la quota diventa importante soprattutto al Nord, dove il costo della vita è superiore mediamente del 20% rispetto al Sud. Narduzzi e Blasoni concordano nel sostenere che “in questo senso andrebbero riviste le condizioni di accesso al beneficio, tenendo conto anche del reale potere d’acquisto delle famiglie: guadagnare 1000 euro a Napoli o Bari non è lo stesso che percepire un uguale reddito nella nostra regione”. “La nostra Regione si è mossa intelligentemente- concludono Narduzzi e Blasoni- rafforzando la social card nazionale con delle integrazioni locali, agendo in maniera rapida ed evitando la duplicazione delle misure. Accanto alla social card, infatti, sono già operativi il Fondo di Solidarietà Regionale, quello per l’Autonomia Possibile e un sistema di ammortizzatori sociali che fa del nostro sistema di welfare uno dei più efficienti nel panorama nazionale.” GIOVANNI STOCCO
|
| |
|
Non hai ancora un tuo account? Crealo Qui!. Come utente registrato potrai sfruttare appieno e personalizzare i servizi offerti.
|
|